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Il futuro è smart- L’Azione

Opere d’arte fabrianesi sul proprio smartphone

Sono stati installati in città punti per implementare un connubio tra bellezza ambientale, cultura e hi tech, dove la tecnologia permette ai turisti di gustare i percorsi d’arte e i segreti in maniera puntuale. “La città proiettata nel futuro” è un progetto della Fondazione Carifac in collaborazione con l’assessorato all’Informatica e Software del Comune di Fabriano. Afferma l’assessore Paglialunga: “Stiamo reinventando la nostra città, pertanto abbiamo bisogno di lavorare in sinergia con il territorio, in particolare con la Fondazione Carifac che, grazie alla recente mostra ha ridato impulso alle attività economiche restituendo fiducia e orgoglio. Fabriano deve diventare più accogliente dal punto di vista turistico e per farlo ha bisogno anche delle nuove tecnologie”. Il programma ideato e promosso dalla Fondazione Smart City nasce dall’idea di un’applicazione, “Nauta”, che permetta al turista di collegarsi e vedere sul proprio smartphone le opere d’arte esposte. Le città sono il luogo della memoria, della storia, ma anche dell’innovazione e del cambiamento, quindi, la città intelligente non va vista come agglomerato di hardware e software, bensì come luogo di conoscenza condivisa. Ed è appunto questa la filosofia del progetto “La città proiettata nel futuro”, dove la tecnologia permette ai turisti di conoscere i segreti del territorio. Un’applicazione Nauta che una volta scaricata permetterà l’accesso all’architettura Be.T.App. (Beacons to App). Viaggiando all’interno di una “campana bluetooth” si potranno avere approfondimenti sulle informazioni del luogo messe a disposizione dal Comune di Fabriano. Quando un dispositivo mobile (smartphone, tablet ecc.) attraverserà la campana bluetooth, l’ App presenterà i contenuti multimediali (testo, immagini, video, audio, multisensoriale) in base alla posizione del visitatore. Una volta raggiunta l’informazione, l’utente avrà a disposizione una galleria fotografica e una descrizione delle icone che rappresentano i servizi offerti (la possibilità, ad esempio, di prenotare una visita guidata). Quattro i luoghi di interesse dell’applicazione: Pinacoteca Molajoli, chiesa di Sant’Agostino, chiesa di San Domenico e Cattedrale di San Venanzio. La vision muove dal processo che vede protagonisti soggetti pubblici e privati e punta ad utilizzare i dati condivisi per programmare politiche di intervento, spostando la ricchezza delle informazioni presenti nel web on the road, nel contesto quotidiano in cui vive l’uomo. Per fare questo bisogna recuperare prima di tutto una dimensione in cui si restituisca alle persone il ruolo centrale nell’evoluzione smart. E’ necessario che le amministrazioni adottino nuovi modelli di intervento che affianchino ai tradizionali strumenti di pianificazione nuovi approcci e culture volte alla gestione dei dati. Il processo verso la Smart City è concepito in modalità bottom-up perché il territorio, da luogo di consumo, ritorni ad essere luogo di produzione di valori e conoscenza.

l’Azione – 14/02/2015